domenica 24 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
ACCELERATORE DI PARTICELLE LHC ED ORIGINE DELL'UNIVERSO...(clicca e scopri)

LA MATERIA INVISIBILE...

Questa "massa mancante" è chiamata materia oscura, un nome che tiene conto appunto della sua fondamentale caratteristica: l'invisibilità.
La maggior parte degli astronomi è concorde nel ritenere che esiste materia oscura intorno ai nuclei delle galassie, in un alone che si estende per circa il doppio delle sue dimensioni visibili. Questo accade per esempio anche nella nostra galassia, la Via Lattea, dove le Nubi di Magellano, due nostre galassie satellite di forma ellittica contenute nell'Emisfero Sud, hanno un moto influenzato dalla presenza dell'alone di materia oscura, tanto che è possibile ritenere che esso si estenda per oltre 30000 anni luce al di là di esse.
In generale possiamo dire che dove c'è materia visibile, c'è anche un certo quantitativo di materia oscura.
Una recente notizia dello scorso aprile rileva che la sonda ''Pamela'' ha registrato un'anomala quantità di antimateria interpretabile come un possibile segno dell'esistenza della materia oscura. Lo rivela il team internazionale dell'Infn, guidato dal prof. Piergiorgio Picozza, secondo il quale i dati forniti da Pamela e pubblicati sul numero di questo mese della rivista Nature, rappresentano uno dei più importanti contributi di questi ultimi anni alla conoscenza del mistero della materia oscura che, secondo il modello cosmologico del Big Bang rappresenta almeno il 23% del nostro Universo e di cui, ad oggi, si sa ben poco.
...CONTINUA...
SUPERARE L'ABBANDONO (clicca e scopri...)



mercoledì 29 aprile 2009
L'OROLOGIO TERRESTRE, RALLENTAMENTO E... 2012
Per il calcolo del tempo civile viene utilizzata una scala diversa, il Tempo Coordinato Universale (TCU), questo deriva dal TAI ma è sincronizzato al tempo astronomico scandito dalla rotazione terrestre.
Il 31 dicembre del 2008 è stato aggiunto 1 secondo al tempo calcolato dall'orologio atomico, 1 secondo in un solo anno, che è tanto se paragonato ai 22 secondi aggiunti nel ventennio 1972-1999. Si tratta solo dello scarto di errore nel calcolo del tempo o di altro?



domenica 26 aprile 2009
PRINCIPI DELL'EVOLUZIONE (clicca e guarda)

Per il biologo moderno, la teoria dell'evoluzione è fondamentale quanto la teoria della relatività lo è per il fisico. Ciò non equivale necessariamente a dire che entrambe le teorie spiegano perfettamente la realtà, ma piuttosto che esse offrono, nei loro ambiti di applicazione, di gran lunga le migliori spiegazioni per moltissimi fenomeni osservati su questo pianeta allo stato delle attuali conoscenze...ossia fino a prova contraria....

A partire dalle sue osservazione sugli invertebrati, Lamarck pubblicò nel 1809 l'opera Philosophie zoologique, dove giunse alla conclusione che gli organismi così come si presentavano, fossero il risultato di un processo graduale di modificazione che avveniva sotto la pressione delle condizioni ambientali. Formulò, perciò, l'ipotesi che in tutti gli esseri viventi sia sempre presente una spinta interna al cambiamento che li fa diventare sempre più complessi e che si manifesta attraverso "l'uso e il disuso delle parti" e "l'ereditarietà dei caratteri acquisiti". Ciò significa che, in seguito all'uso od al disuso di una parte del corpo, l'individuo tende a sviluppare certe caratteristiche (caratteri acquisiti) che tramanda poi ai discendenti. In questo modo, i vari adattamenti, sommandosi e trasmettendosi attraverso le generazioni, avrebbero dato luogo a nuove specie, diverse dalle precedenti.
- negli organismi vi è una spinta interna verso la perfezione;
- gli organismi sono capaci di adattarsi all'ambiente;
- la generazione spontanea è frequente;
- i caratteri acquisiti durante la vita sono trasmessi alla prole.
Il punto critico della sua teoria erano le modalità con cui queste modificazioni erano trasmesse ai discendenti: un carattere che un individuo acquista durante la sua esistenza non può essere tramandato ai suoi discendenti perché l'espressione di quel carattere viene memorizzato dalle cellule somatiche e non da quelle germinali. Ad esempio, una persona muscolosa non tramanda i muscoli al suo discendente perché la massa muscolare influenza solo le cellule somatiche e, non venendo memorizzata da quelle germinali, che devono tramandare i caratteri ereditari, non viene trasmesso alla progenie, sebbene uno studio di C. B. Kidd, pubblicato sul British Journal of Dermatology, affermi che l' Eritroderma Ittiosiforme, malattia legata esclusivamente ai geni, sia stato curato con la sola ipnosi. Ciò implicherebbe dunque un' influenza della volontà della persona sul DNA, che viene trasmesso di generazione in generazione. Se l' ipnosi riesce a condizionare il DNA, gli animali potrebbero alterare inconsciamente il proprio DNA per adattarsi meglio all'ambiente.
L'antilope primitiva, citata da Lamarck, potrebbe aver già alterato il suo DNA, programmandolo, per fare in modo che abbia il collo lungo, sebbene questo cambiamento non si manifesti nell' animale stesso. Esso, però, è già scritto nel DNA e la mutazione si trasmetterà ai discendenti dell'antilope in questione. Queste osservazioni farebbero, dunque, riprendere in considerazione il Lamarckismo, dato che la Selezione Naturale presenta incongruenze, come ad esempio la teoria del trasferimento dei pesci alla terraferma, poiché un polmone era troppo complesso per comparire in un sola mutazione casuale.
Lamarck utilizzò la giraffa come esempio della sua tesi; un'antilope primitiva, alla quale fosse piaciuto brucare le foglie degli alberi, avrebbe allungato il collo verso l'alto con tutte le sue forze per arrivare al maggior numero di foglie possibile. Anche la lingua e le gambe si sarebbero allungate e tutte queste parti del corpo, di conseguenza, sarebbero diventate letteralmente un poco più lunghe, e questo allungamento si sarebbe trasmesso alla generazione successiva. La nuova generazione avrebbe avuto in partenza parti del corpo più lunghe e le avrebbe allungate ulteriormente e, poco per volta, l'antilope si sarebbe trasformata in giraffa. Lamarck assegnava una notevole importanza al ruolo attivo degli organismi nel modificarsi in risposta agli stimoli ambientali, e riteneva che l'uso di determinati organi, o parti di organi, provocasse modificazioni in modo che essi rispondessero meglio alle esigenze di sopravvivenza dell'animale, in base al principio "la funzione crea l'organo". Queste modifiche si sarebbero poi trasmesse alla generazione successiva, e l'accumularsi dei caratteri acquisiti, di generazione in generazione, avrebbe determinato l'apparire di nuove specie meglio adattate all'ambiente.
Lamarck ebbe il merito di sostenere il concetto di evoluzione, contro le concezioni fissiste del suo tempo; affermò che gli organismi viventi non sono immutabili, bensì si trasformano ininterrottamente e si trasformano per adattarsi all'ambiente e conseguire una più efficiente capacità di sopravvivere, che le loro trasformazioni si accumulano nel corso delle generazioni dando luogo a specie nuove.
Darwin, in seguito, diede una diversa spiegazione dei meccanismi dell'evoluzione biologica ma, nonostante che le ipotesi di Lamarck siano state in seguito dimostrate infondate... Lamarck rimane il precursore delle scienze evolutive, il primo scienziato ad affermare la trasformazione dei viventi.
La teoria dell'evoluzione delle specie è uno dei pilastri della biologia moderna. Nelle sue linee essenziali, essa è riconducibile oggi all'opera di Charles Darwin (che vide nella selezione naturale il motore fondamentale dell'evoluzione della vita sulla Terra) e alla genetica.
Darwin, biologo, geologo e zoologo britannico, celebre per aver formulato la teoria dell'evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale di mutazioni casuali congenite ereditarie (origine delle specie), e per aver teorizzato la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenato comune (origine dell'uomo).
Secondo la teoria dell'evoluzione, le specie derivano le une dalle altre; il problema era cercare di spegarsi come mai avveniva l'evoluzione.
La teoria di Darwin era basata fondamentalmente su due principi:
1. l'individuo diverso nasce per caso (brillante intuizione, visto che darwin non sapeva nulla del DNA e delle mutazioni genetiche)
2. l'ambiente seleziona gli individui più adatti, in quanto questi vivono più a lungo, si riproducono di più e quindi trasmettono le loro caratteristiche alla progenie.

Esiste anche un altro tipo di selezione molto importante: la selezione sessuale. Per esempio, molti potrebbero chiedersi qual è il vantaggio dei pesanti e voluminosi palchi dei cervi. Lì, di sicuro, non è stato l'ambiente a selezione quel carattere. Le femmine, però scelgono di accoppiarsi e riprodursi con gli animali con i palchi più voluminosi, quindi saranno questi gli individui che si riprodurranno e trasmetteranno le loro caratteristiche genetiche alla progenie.
Per entrare nel vivo della discussione l’evoluzione darwiniana postula che “praticamente tutti gli esseri viventi, o perlomeno tutti i loro aspetti più interessanti, sono frutto dell’operato della selezione naturale su variazioni casuali.
Se i princìpi generali della teoria dell'evoluzione sono consolidati presso la comunità scientifica, aspetti secondari della teoria sono tutt'oggi ampiamente discussi e sono oggetto di ricerca attiva.
La definizione del concetto di evoluzione ha costituito una vera e propria rivoluzione nel pensiero scientifico in biologia, e ha ispirato numerosi teorie e modelli in altri settori della conoscenza.
Tuttavia, quando Darwin sviluppò la sua teoria, gli scienziati sapevano poco o nulla della straordinaria complessità della cellula vivente. La moderna biochimica, lo studio della vita a livello molecolare, ha rivelato parte di tale complessità. Ha anche sollevato serie obiezioni e dubbi sulla teoria di Darwin....
Il presunto processo dell’evoluzione implica l’acquisizione graduale di caratteristiche utili. Darwin sapeva che la sua teoria dell’evoluzione graduale per selezione naturale doveva superare un grosso ostacolo quando disse: “Se si potesse dimostrare che esiste un qualsiasi organo complesso, che non può essersi formato tramite molte tenui modificazioni successive, la mia teoria crollerebbe completamente”
Una delle principali obiezioni al modello evoluzionistico è che la selezione naturale, il motore dell’evoluzione darwiniana, funziona solo se c’è qualcosa da selezionare: qualcosa che sia utile in questo momento, non in futuro”.
Questo solleva una serie di interrogativi per gli scienziati onesti: “Come si è sviluppato il centro di reazione della fotosintesi? Come ha avuto inizio il trasporto intramolecolare? Come è iniziata la biosintesi del colesterolo? In che modo il retinale ha cominciato ad essere coinvolto nella visione? Come si sono sviluppate le vie dei segnali delle fosfoproteine?” “Il fatto stesso che neanche uno di questi problemi venga affrontato, per non dire risolto, è un’indicazione molto evidente che il darwinismo provvede uno schema inadeguato per capire l’origine dei sistemi biochimici complessi”.
Se la teoria di Darwin non è in grado di spiegare il complesso fondamento molecolare delle cellule, come può costituire una spiegazione soddisfacente dell’esistenza dei milioni di specie che popolano la terra?
Per quanto plausibile possa sembrare la teoria darwiniana dell’evoluzione agli occhi di alcuni scienziati, alla fine questi devono affrontare la domanda: Anche ipotizzando che le forme viventi si siano evolute per selezione naturale, come ha avuto origine la vita? In altre parole, il problema sta non nella sopravvivenza del più adatto, ma nell’arrivo del più adatto e del primo! Tuttavia, come indicano i suoi commenti sull’evoluzione dell’occhio, Darwin non si poneva il problema di come fosse iniziata la vita. Egli scrisse: “Il modo in cui un nervo divenga sensibile alla luce non ci riguarda più di quanto ci riguarda il modo in cui la vita è comparsa per la prima volta”.
Visto che le probabilità che l’evoluzione abbia prodotto l’infinita varietà e complessità delle forme viventi sono assolutamente irrisorie, trovate difficile credere che tutto questo si sia evoluto nella direzione giusta per puro caso? Vi chiedete come avrebbe potuto una qualsiasi creatura sopravvivere nella lotta per la sopravvivenza del più adatto mentre stava ancora evolvendo gli occhi, o mentre stava formando delle dita primitive su un corpo subumano? Vi chiedete come hanno fatto a sopravvivere le cellule se erano ancora incomplete e non funzionali?
Dovremmo credere che per puro caso l’evoluzione abbia creato anche un maschio e una femmina contemporaneamente, in modo da perpetuare la nuova specie. Come se non bastasse, dovremmo inoltre credere che il maschio e la femmina si siano evoluti non solo contemporaneamente, ma anche nello stesso luogo! Se non si incontravano, addio procreazione!
Di sicuro, credere che la vita esista in milioni di forme perfezionate come risultato di milioni di colpi di fortuna richiede una dose di credulità che ha dell’inverosimile!!!!

La teoria dell'evoluzione è corroborata da studi di ogni tipo, dalle datazioni stratigrafiche dei fossili, al recentissimo esame del DNA, per non parlare dell'evidenza della continua evoluzione virale. Le mutazioni genetiche e la selezione naturale sono fenomeni inconfutabili che avvengono tuttora.
Vorrei aggiungere, senza voler processare nessuno, anzi solo comprenderlo... che le conoscenze biologiche attuali sono enormi rispetto a quelle che erano disponibili a Darwin alla metà dell'Ottocento, soprattutto grazie agli straordinari sviluppi della biologia molecolare negli ultimi cinquant'anni. Oggi sappiamo che la maggioranza dei 'codoni' del codice genetico sono condivisi universalmente da tutte le forme di vita, che gran parte dei genomi di organismi diversissimi tra loro contiene una gran quantità di simili strutture non funzionali (es., DNA ripetitivo, pseudogeni, ecc.), che i livelli di divergenza tra sequenze di DNA di specie diverse sono generalmente correlate con il tempo di divergenza dal loro antenato comune, e che geni implicati nella regolazione dello sviluppo (Hox genes) sono condivisi da linee filetiche separatesi dal loro antenato comune centinaia di milioni di anni fa.
È chiaro che nessuna teoria è perfetta, se non altro a causa dei limiti umani e per la natura stessa della scienza, che tende a ricercare continuamente idee e ipotesi in grado di migliorare il nostro grado di conoscenze. In quest'ottica, qualsiasi biologo ragionevole non può che augurarsi che, magari fra pochi anni, uno scienziato ancora più brillante di Darwin possa fornire un quadro concettuale ancora più efficiente...
Esistono varie recenti teorie in merito:
1. alcuni ricercatori hanno proposto la teoria del “mondo a RNA”. Anziché sostenere che DNA, RNA e proteine siano comparsi simultaneamente per produrre la vita, dicono che fu l’RNA stesso la prima scintilla di vita. Negli anni ’80 alcuni ricercatori scoprirono in laboratorio che certe molecole di RNA potevano agire da enzimi nei confronti di se stesse dividendosi in due per poi ricucirsi. Si ipotizzò dunque che fosse stato l’RNA la prima molecola in grado di autoreplicarsi. Con il tempo queste molecole di RNA avrebbero imparato a formare membrane cellulari e alla fine l’organismo a RNA avrebbe dato origine al DNA. Non tutti gli scienziati, però, accettano questo scenario. Gli scettici osservano che “la teoria del mondo a RNA . . . contiene un difetto che le è fatale in quanto non spiega da dove è venuta l’energia per alimentare la produzione delle prime molecole di RNA”. E nessun ricercatore ha mai trovato un pezzo di RNA capace di replicarsi partendo da zero. C’è poi da spiegare come si è formato l’RNA.
2. Un’altra teoria che alcuni scienziati hanno abbracciato è che il nostro pianeta sia stato inseminato con vita proveniente dallo spazio.

Una volta che i gemelli sono nati, sono esposti all'ambiente esterno e si comportano in modo diverso, i cambiamenti più evidenti sono le metilazioni del DNA: l'ambiente quindi impatta sui geni... Esiste una branca della biologia molecolare, chiamata epigenetica, che studia le modifiche che il materiale genetico può subire durante la vita: cioè studia tutto ciò che sta attorno al genoma ma che non coinvolge la sequenza genica, significa che anche due gemelli omozigotici a livello molecolare possono rivelare differenze significative. Nonostante i due abbiano gli stessi geni, recentemente è stato provato che in un gemello potrebbero esserne attivi alcuni che non lo sono nell'altro. I due gemelli sono dunque identici dal punto di vista genetico, ma non epigenetico: disposizione dei cromosomi all'interno del nucleo di ogni cellula; lo stesso DNA, avvolto attorno a sferette proteiche, potrebbe dare luogo a manifestazioni diverse per una cellula, perchè si assumono complesse strutture 3D, a seconda delle loro caratteristiche biochimiche.
Esistono dei geni che devono essere sempre controllati perchè la loro attività possa essere cambiata in base a quel che è l'ambiente esterno alla cellula o all'organismo in se e sono detti GENI REGOLATI, mentre i geni sempre attivi a prescidere dalle condizioni ambientali sono COSTITUTIVI.
Quando l'ambiente diviene improvvisamente inadatto al normale funzionamento cellulare, l'espressioni dei geni regolati e stavolta anche di quelli costitutivi viene ridotta da meccanismi di regolazione come la metilazione del DNA ed avvengono evoluzioni....quindi il DNA è influenzato da ciò che ci circonda...
Secondo il mio parere, una vera comunità scientifica deve essere aperta al dialogo e al dibattito anche con chi va "contro" il pensiero dominante e non avere attegiamenti di superiorità. Bisogna essere aperti al diverso ed ascoltarlo, non dettare dogmi della fede dell'evoluzione... io sono "allergica ai dogmi" di qualsiasi tipo e provenienza, perchè la scienza ci ha sempre dimostrato che le teorie possono essere confutate da nozioni che vengono apprese in seguito.....
...ritornerò sul concetto di epigenetica perchè forse l'origine non aveva avuto torto...a volte la scienza involve...

SOGNI

24 aprile 2009
..ero all'ultimo piano di una palazzina, salendo avevo visto molte porte ma tutte chiuse..
Poi una mia amica, che non vedo da anni, mi chiede di seguirla e salta dal balcone prendendo quota, io non mi turbo per il suo saper volare perchè sapevo farlo anch'io, ma sento che non dovevo seguirla, perchè una porta si sarebbe aperta ed aspetto.. dopo poco si apre da sola ed appare un Uomo alto credo più di 2 metri, con capelli biondo oro tirati inidetro e 2 occhi, che non dimenticherò più, come 2 diamanti dell'oceano, blu elettrico che entravamo nell'anima.
Non ci siamo toccati, non abbiamo parlato a voce, ma io sentivo il suo abbraccio e sentivo che cercava contatto con il mio cuore.. ricordo solo che ero in uno stato di benessere assoluto...poi..mi sono svegliata
venerdì 24 aprile 2009
MESSAGGI PER ''NOI'' (clicca e scopri...)
Mi guardo intorno e vedo chiusure, catene invisibili, finte libertà...il negativo stà tessendo da tempo la sua trama e ci ha reso burattini donandoci false gratificazioni... abbiamo reso il mezzo per poterci evolvere, il fine del nostro percorso e questo stà rompendo i nostri pilastri..
In un mondo in cui le cose materiali sono incerte, la recente crisi economica globale ci insegna, è bene guardare alle cose concrete.
Spesso si pensa al cammino spirituale come a qualcosa di instabile e non concreto perchè non si può toccare... io vi dico che è la nostra unica Forza, perchè nel nostro Io risiede una parte della scintilla cosmica... se tutto intorno sarà distrutto, il tuo Io sopravviverà agli eventi.. se cerchi ora la strada per raggiungerlo..
Nel mio cammino ho sempre avuto ben chiaro che nessuno può erigersi a maestro...perchè nel potere si cela il male... e che noi siamo le migliori guide di noi stessi se impariamo a seguire la purezza del nostro cuore..


Nell'ultimo mese le mie percezioni sono aumentate notevolmente, sono riuscita a trovare i ''simili'' che da sempre cercavo...e questo ha riempito il mio cuore di gioia profonda... sapevo che non potevo essere sola, come sapevo che non potevamo essere gli unici tra le stelle..

mercoledì 22 aprile 2009
Il cammino nello Yoga e nell'Io

Il Kundalini Yoga è l’eredità di conoscenze tecniche e spirituali trasmessa per tradizione da migliaia di anni. E’ una scienza che combina respirazione, meditazione, rilassamento, l’arte della sequenza del movimento, del ritmo e del suono
PREDISPONE IL NOSTRO CORPO A FUNZIONARE NEL MODO MIGLIORE
Il Kundalini yoga lavora sul corpo attraverso i kriya, sequenze di posture e movimenti connessi con particolari respirazioni. Attraverso la pratica fisica la circolazione sanguigna è stimolata, i tessuti e gli organi sono depurati e fortificati, il sistema ghiandolare viene bilanciato, il sistema nervoso rafforzato. Si sperimenta un senso di vitalità e di coscienza del proprio corpo, accompagnato ad una sensazione di consapevolezza di sé gradualmente crescente.

Oltre e contemporaneamente al lavoro sul corpo, attraverso il rilassamento, la respirazione e la meditazione, il Kundalini Yoga agisce con un processo progressivo anche sull’energia mentale e la concentrazione, donando l’esperienza di una calma interiore profonda. Amplia la radianza che migliora a sua volta il nostro impatto sul mondo esterno. Aiuta a eliminare i nostri modelli e schemi negativi.
LO YOGA DELLA CONSAPEVOLEZZA
Il Kundalini Yoga è una disciplina attiva, una tecnologia il cui obiettivo è di produrre in ognuno l’esperienza pratica della propria consapevolezza più elevata, è considerato il più completo fra tutte le discipline yogiche, viene definito lo “yoga della consapevolezza”. Secondo la filosofia yogica, prende il suo nome dalla Shakti (moglie di Shiva), il “serpente arrotolato” che riposa avvolto in tre spire e mezzo alla base della colonna vertebrale. Shakti è la polarità femminile opposta a Shiva (la polarità maschile posta sulla cima della testa), cui vuole riunirsi; l’energia che percorre la colonna mettendo in relazione i due poli è la kundalini.

- le asana: posture idonee a stimolare meridiani, terminazioni nervose e centri energici detti “chakra” (di cui parlerò diffusamente più avanti).
- il pranayama: la scienza del respiro, il modo corretto di portare prana (energia vitale) nel corpo attraverso la respirazione.
- la dhyana: la meditazione.
Prana e Apana sono le forze vitali che alimentano il nostro corpo fisico ed il nostro spirito. Il corpo può fare a meno, anche per lunghi periodi, di acqua e cibo, ma non potrà mai fare a meno, se non per pochissimi minuti, dell’aria che respiriamo e che costituisce appunto la nostra energia vitale.
Sul piano etereo l’energia viene raccolta e distribuita attraverso i chakra; sul piano materiale ciò avviene attraverso l’alimentazione, la luce del sole, l’aria che respiriamo.
Lungo la colonna ci sono tre canali energetici. Attraverso il canale centrale, denominato Sushumna, fluisce Shakti, l’energia kundalini (collegata al pianeta Mercurio) che alimenta i chakra. Dalla narice destra parte pingala, il canale che stimola la parte sinistra del cervello; rappresenta l‘energia solare e trasporta prana “energia positiva”, la cui qualità è calda, con effetto stimolante.
Dalla narice sinistra parte invece ida, il canale che stimola la parte destra del cervello; rappresenta l’energia della luna e trasporta apana “energia negativa”, l’energia della eliminazione, con effetti calmanti.
Quando queste due energie, prana e apana, si incontrano all’altezza dell’ombelico, la prima in seguito all’inspirazione, la seconda dopo l’espirazione – aiutata da una sospensione del respiro e da una contrazione muscolare – creano un fuoco che attiva la kundalini. Le energie praniche e apaniche risvegliano il “serpente addormentato” che inizia a risalire lungo il canale centrale (sushumna), scorrendo attraverso i chakra, per raggiungere Shiva nel Sashara (il chakra della corona).
Finchè prana e apana non si incontrano in maniera equilibrata, la kundalini non verrà rilasciata..
Appare evidente che il processo di risveglio appena descritto costituisce la conclusione di un lungo cammino che può richiedere anche una vita intera, un processo molto complesso rivolto alla conoscenza profonda del proprio Sé.

I Chakra (“ruota” o “loto” secondo il termine sanscrito) sono dei raccoglitori e diffusori di energia che si trovano all’interno del corpo pranico.
L’energia che scorre attraverso i chakra influisce sulla nostra salute fisica e sul nostro benessere corporeo e determina il nostro modo di pensare e di sentire, nonché il nostro stato di coscienza.
In sintesi, i Chakra sono i ricevitori, i trasformatori e i conduttori dell’energia, sono i punti di raccolta e di intercettazione della forza vitale contenuta nell’aria che respiriamo (prana). Essi rappresentano le porte di accesso per la corrente energetica e vitale nel nostro corpo pranico. Ogni chakra è in comunicazione con determinati organi e determinate zone del nostro corpo e fornisce la forza necessaria per il loro funzionamento.
Si distinguono 7 principali Chakra (otto se si considera tale la nostra “Aura”, il campo energetico intorno al nostro corpo, ma in realtà si parla anche dell' attivazione di altri chakra per un totale di 12), distribuiti in ordine ascendente lungo la colonna vertebrale:
1) Muladhara-chakra, il “sostegno della radice o base” (situato alla base della colonna).
Il primo chakra è in relazione con il nostro istinto di sopravvivenza o di autoconservazione. Sviluppando l’attività di questo centro, si rafforza il nostro senso di identità e di indipendenza da ciò che ci circonda. Una carenza nell’attività del primo chakra determina mancanza di autonomia e di individualità. Per tradizione questo chakra controlla le funzioni sessuali negli esseri umani, insieme al secondo chakra.
2) Svadhisthana-chakra, il centro della sessualità.
Il secondo chakra assorbe l’energia vitale e regola le nostre emozioni, la nostra creatività, la sessualità e la riproduzione. Tutti i fluidi del corpo sono regolati da questo centro. Fisiologicamente collegato alle ghiandole surrenali, ai reni.
3) Manipura-chakra, il centro dell’ombelico o la città gioiello.
Il terzo chakra è il centro dell’energia e della volontà, emerge dalla regione lombare della colonna vertebrale. Presiede agli stati emotivi, alle facoltà intellettuali, ai poteri della mente, allo stomaco ed al sistema digestivo superiore, spesso collegato a pancreas, milza e fegato. Un’attività limitata di questo chakra determina apatia, mancanza di energia e capacità di imporsi; al contrario, un eccesso conduce ad un attivismo estremo e talvolta ad aggressività.
4) Anahata-chakra, il centro del cuore o del suono non vibrato.
Si trova tra le vertebre toraciche superiori e si manifesta attraverso il plesso cardiaco ed il timo, collegato anche alla sensibilità tattile. Il quarto chakra determina la misura della nostra capacità di amare e di esprimere sensibilità nei confronti del prossimo; è responsabile della capacità di aprire il proprio cuore e di donare in modo disinteressato. Quando questo centro è bloccato si prova freddezza o si hanno freni inibitori nei confronti del prossimo.
5) Vishudda-chakra, il centro della gola o della purezza.
Il quinto chakra controlla la nostra voce e, in maniera più ampia, la nostra capacità di comunicazione e di espressione individuale. Eventuali difficoltà nell’immagine di sé e nella comunicazione con il prossimo indicano la presenza di un blocco di questo centro. Sono collegate ad esso tiroide a paratiroide.
6) Ajna-chakra, il centro della fronte o centro del comando (il terzo occhio).
Il sesto chakra ci aiuta a sviluppare la nostra intelligenza e la nostra intuizione.
Una scarsa attività di questo chakra determina confusione di pensiero e incapacità di percepire i fatti in modo intuitivo.
7) Sahasrara-chakra, il centro della sommità del capo o loto dai mille petali.
Il settimo chakra è il chakra della coscienza cosmica; si riconosce il proprio nucleo Divino e si sperimentano la propria identità con Dio e l‘unità con l’intero universo. Correlato alla ghiandola pineale.
Nel Kundalini Yoga il pranayama, cioè la regolazione del respiro e la direzione dell’energia pranica, avviene attraverso i cosiddetti Kriya, che costituiscono una combinazione in diversi esercizi, di tecniche di Asana, di Mantra e di Mudra.
Con il concetto di Asana si intendono determinate, ben definite, posture del corpo e sequenze di movimenti bilanciate con una respirazione specifica e riassunti generalmente in una sequenza di esercizi denominati appunto Kriya. I kriya del Kundalini yoga sono di fatto dei percorsi di un allenamento che determina risultati sia sul piano fisico che su quello mentale o energetico; da un lato rafforzano, armonizzano o potenziano uno specifico organo fisico o una determinata parte del corpo, dall’altro donano un senso di vitalità e di coscienza del proprio corpo accompagnato ad una sensazione di consapevolezza di sé gradualmente crescente.
Una Mudra è una determinata e ben definita posizione della mano e delle dita attraverso la quale si può esercitare un influsso sulla nostra mente e sulla nostra psiche. Determinate posizioni delle mani e delle dita coinvolgono determinate zone del nostro cervello e della nostra psiche e vi esercitano un influsso energetico.
Mantra sono determinate sillabe, parole, sequenze fonetiche, utilizzate come strumento per la concentrazione e per dirigere il proprio influsso sulla coscienza. Sono delle vibrazioni energetiche interiori, un flusso sonoro che si trova in relazione con un ben determinato contenuto od oggetto legato a nomi o parole sacre con un significato spirituale, diretto a donare una profonda calma interiore.
Il Kundalini Yoga è un cammino, una via, che tutti possiamo intraprendere e che apporterà in noi una progressiva trasformazione a condizione che ci sia una intensa preparazione del corpo e dello spirito, un costante allenamento della mente attraverso le discipline della concentrazione e della meditazione, una purificazione ed un ottimo rafforzamento del nostro corpo armonizzando il sistema endocrino e il sistema nervoso.
Questa preparazione comprende, in qualche modo, anche le regole esposte da Patanjali sulla disciplina nei confronti del mondo esterno e di quello interiore. Senza un certo distacco spirituale dal materialismo della vita quotidiana, senza un atteggiamento di raccoglimento meditativo, risulterà difficile intraprendere il Kundalini Yoga, così come qualunque altra disciplina yogica. Lo yoga è una disciplina olistica, che plasma ogni aspetto della nostra vita: una vita consapevole in senso yogico conferisce energia e forza, che si esprimono nella vita quotidiana e ci donano calma ed equilibrio interiore.
La pratica Yoga, per effetto di alcuni diffusi pregiudizi, è vista ancora oggi con qualche riserva mentale e resistenza psicologica. Per noi occidentali, che abbiamo una mente più stressata e attaccata alle cose materiali, lo Yoga, pur rispettando le sue finalità che sono quelle di unire la propria coscienza individuale con quella cosmica congiungendo con Dio il proprio corpo, la propria anima, la propria mente, potrà quanto meno aiutarci ad armonizzare e rimuovere i blocchi di energia.
L’esperienza di chi vorrà intraprendere il cammino di questa disciplina, come ho potuto verificare direttamente pur considerandomi ancora agli inizi, porterà a riscontrare da subito evidenti benefici: scioltezza articolare e tonicità muscolare per quel che riguarda la parte esterna; benessere e migliore funzionamento degli organi quale cuore, polmoni, cervello per quanto concerne la parte interna, da un punto di vista puramente fisico.
Ma anche, sul piano psichico, maggior forza di volontà, concentrazione, serenità, maggiore attenzione verso l’ambiente esterno, progressivo distacco dalle cose materiali.

CONTINUA.....
Il mondo delle FATE

La Parola Fata Derivava Da 'Fauna: O Fatuce' Che Nella Mitologia Pagana Indicava Le Compagne Dei Fauni, Creature Che Erano Dotate Del Potere Di Predire Il Futuro E Di Soprassedere Agli Eventi Umani.
Un Altro Termine Da Cui Deriva Questo Nome È 'Fatica', Parola Che Nel Medioevo Fu Sinonimo Di Donna Selvatica Cioè Di Donna Dei Boschi, Delle Acque E In Genere Del Mondo Naturale. Le Fate Sono Esseri Soprannaturali Dotati Di Potere Magico Grazie Al Quale Possono Cambiare Aspetto E Farlo Cambiare Agli Altri. Frequentano Caverne, Rocce, Colline, Boschi E Sorgenti; Sono Pronte A Correre In Aiuto Degli Innocenti E Dei Perseguitati; Riparano Torti, Vendicano Offese, Ma Possono Anche Essere Maligne E Vendicative. Secondo La Tradizione Si Vuole Che Presenzino Alla Nascita Degli Uomini Per Conferire Loro Doni Particolari E Influenzarne L'Esistenza In Modo Benevolo O Malevolo.
Le fate non sono tutte uguali, ma si possono raggruppare in quattro grandi famiglie:
- fate dell'Aria hanno le ali e spesso prendono le sembianze di farfalla o di uccello. Amano gli uomini creativi e spesso donano loro l'ispirazione.
- le fate dell'Acqua vivono nei fiumi, nelle sorgenti, nei laghi e nei mari e donano gioia agli umani danzando sull'acqua (Ondine, Ninfee e Silfidi)
- le fate della Terra sono la forza e la natura, risiedono tra le rocce, in caverne o nella profondità del terreno e lavorano per mantenere la struttura fisica del terreno. Spesso regalano oro o altri metalli preziosi agli umani
- le fate del Fuoco sono mutevoli, capricciose e suscettibili; vivono dentro un fuoco, una scintilla, un lampo.

Sono le più amate fra coloro che vivono in montagna, e sono particolarmente benevole. Dove vivono le fate della Terra vi è sempre abbondanza, prosperità ed allegria, in quanto la loro presenza allontana la sfortuna.
Le Fate della Terra si mostrano abbastanza a chi vuole vederle, o ricompensano con doni quando viene offerto loro qualcosa.
Le più comuni sono:
- LE LUSURI : erano le piccole luci colorate derivanti dalla trasformazione delle entità fatate. Ancora oggi gli esseri fatati si manifestano sotto forma di piccole o grandi luci.
- DRIADI E AMADRIATI : sono conosciute come le fate degli alberi e gli è stato attribuito questo nome in quanto si possono trovare solo vicino al loro albero. Ogni driade nasceva con un alberi da custodire e viveva nell'albero stesso, oppure nelle sue vicinanze. sono molto timide e difficilmente si allontanano dal loro albero se non per pochi passi. Se il loro albero morisse loro ne seguirebbero il destino, mentre invece le amadriati riuscirebbero a vivere anche con un altro albero e allontanandosi dal proprio luogo di origine.

Sono rappresentate come delle creature alate che possono apparire come splendide farfalle, tutte quelle appartenenti a questo genere hanno le ali e hanno i compiti più svariati, infatti possono produrre la più leggera delle brezze al più violento degli uragani.
Le più importanti sono:
- LE SILPHS : sono chiamate anche spose del vento, Sono molto simili alle ninfe e sono descritte come delle entità fatate capaci di trasformarsi in bellissime donne o in bruttissime arpie. Vivono sulla cima delle montagne e parlano la lingua degli uccelli.
- LE COMELES: sono le fate responsabili dei fenomeni atmosferici della nebbia e della foschia. in autunno escono dalle loro tane per celebrare " La notte del destino ", dove si dice giocano con il destino e la ragione degli uomini.

Vivono tra le acque dei fiumi o delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari donado gioia agli uomini col loro canto.
Tra le più importanti ricordiamo:
- LE NINFE
- LE NEREIDI
- LE NAIADI
- LE ESPERIDI
- LE CAMENE
- LE ONDINE
- LE SIFIDI
- LE PELNE

Il fuoco è un elemento naturale che viene associato a fenomeni fatati.
E' facile vederle danzare, vestite di blu e di verde tra le fiammelle, ma è molto difficile entrare in contatto con loro.
Le fate dimorano tra le fiamme de un fuoco o tra le scintille dei lampi. Tra le più conosciute ci sono :
LE FIAMMELLE : sono delle sfere infuocate in grado di cambiare le proprie dimensioni. Sono molto forti e piene di energie e si dice che senza la loro presenza il fuoco non esisterebbe.
LE SALAMANDRE : sono delle fate molto snelle che abitano vicino hai vulcani, quando sono in attività hanno la forma di lingue di fuoco e di sfere luminose che vagano nell'aria.
CONTINUA...
I segreti della nostra scala verso la luce:DNA

L'affascinante mondo dell'ultrapiccolo mi ha avvicnata allo studio della genetica, per capire di cosa siamo fatti e dove stiamo andando...
Il DNA, come ormai quasi tutti sanno, è formato da 2 catene polinucleotidiche che si avvolgono una intorno all'altra in un'elica destrorsa, secondo il mondello a scala a chiocciola di Watson e Crick (anche se esistono altre conformazioni possibili).
Il diametro dell'elica è di 2 nm, le 2 catene sono antiparallele, cioè i 2 filamenti sono orientati in direzioni opposte.
Il DNA è una macromolecola, cioè con un peso molecolare di alcune migliaia di dalton (1 dalton è 1/12 della massa dell'atomo di carbonio 12), costituito da un polimero di nucleotidi in cui ogni nucletide è composto da:
1. pentoso (zuchero a 5 atomi di carbonio: desossiribosio)
2. una base azotata A adenina, G guanina, T timina, e C citosina): A-T e G-C così accoppiate le basi azotate formano i pioli della 'scala' DNA.
3. un gruppo fosfato.
Alcune sequenza di basi del DNA codificano per aminoacidi e quindi proteine che sono fondamentali perchè danno funzionalità al tipo cellulare o organismo, 20 aminoacidi formano tutte le proteine presenti in noi...
Il DNA può subire mutazioni genetiche (cambiamenti di struttura non corretti) a causa di:
- cambiamenti spontanei
- errori nella replicazione
- azioni di particolari sostanze chimiche o delle radiazioni....
Le mutazioni sono importanti elementi del processo evolutivo, una mutazione può essere trasmessa alle cellule figlie e alle generazioni seguienti dando origine a cellule mutate o a individui mutati.

Il 90% del DNA non codifica per nessuna proteina, ed è detto per questo DNA spazzatura, sembrava fossero residuati evolutivi inutilizzati, ma dal punto di vista teorico, la presenza di alte proporzioni di DNA spazzatura sembra essere contro la logica evoluzionistica: la replicazione di una tale quantità di informazioni inutili, infatti, sembrerebbe essere un grande spreco di energia. Gli organismi con una minore quantità di junk DNA, risparmiando energia, dovrebbero presentare un vantaggio selettivo e, lungo l'evoluzione, il DNA spazzatura sarebbe dovuto scomparire. In base a questo, sembrerebbe evidente che il DNA non codificante debba avere una qualche funzione e più che un residuato dell'informazione potrebbe essere un qualcosa di non ancora attivato...tali sequenze potrebbero


RACCOLTA DI POESIE (clicca e scopri)
FIGLI DEI DIAMANTI DEL CIELO
(17 aprile 2009)
Densa nebbia
sali dalla Terra
e togli certezze coprendo confini.
Ma vedo lo stesso che ci sei
che cammini al mio fianco
sotto la luce delle stelle.
Sentirsi magma pronto ad esplodere
Sentirsi vento tra gli alberi
e vorticare sulle cose
reali o invisibili.
Ma sento che tutto ha un senso e un'origine
che tutto è così ma sta cambiando.
Mutano le stagioni
mutano i confini
I nostri gradini genetici un giorno saranno attivati
e noi saremo aria.
Vorrei rinascere come Fenice
purificando tessuto saturi di materialità.
Vorrei trovare ciò che cerco da una vita
per saziare il mio desiderio di Te.
Che il sole sciolga la nebbia che mi avvolge
che le stelle mi guidino a Te in cui mi sentirò completa.
Nel mio cammino non dimentico
che il presente è l'anello do congiunzione tra ciò che è stato e ciò che sarà.
Per cui ora sento, vivo e amo me stessa
in cui il tutto si esprime e si completa con tutti noi
che siamo figli dei diamanti del cielo....
CHI SONO
(6 aprile 2009)
Nell’ombra del destino
Vivo la mia vita
In un mondo che non mi appartiene.
Nell’ombra del cammino
Cerco sguardi amici
Ma trovo vuoti spazi infiniti
Se col cuore non guardo.
Cerco chi vibra come me
Ma non so dove tu sia
E cosa tu sia.
So che l’inquietudine
È il vascello che a Te mi condurrà
E ne seguo la scia.
Cammino, cado e mi rialzo
Sento, non voglio credere
Ma spero sia cosi
Perché solo così tutto avrebbe un senso.
Non so se sono eletta
Non so cosa vorrai da me,
non temo per me
ma per tutti coloro che l’alba di luce non vedranno.
Sento vicino l’Amore Universale
Di un unico grande cuore
Che pulsando come una stella
Vi scalderà per sciogliere ogni dubbio di chi non vede.
Sento che in quell’Amore mi fonderò per rinascere Nuova… UOMO SENSIBILE 26 aprile 2009
Cè una voce
nel turbinio di emozioni
che dice a chi sa ascoltare che ciò che sento esiste.
L'animo umano
cerca sempre porti sicuri
in cui cercare la stabilità che manca in alto mare,
ma nel suo non voler annegare
dimentica chi tra le onde
cerca di stare a galla.
L'animo umano è così labirintico,
mi accorgo di non aver trovato risposte fuori
perchè in ogni uomo si cela il terreno.
Allora torno in mare aperto con più coraggio
a cercare tra le onde chi la mano mi aveva teso.
Chiedo al mare di placare la sua ira
chiedo alle stelle di illuminare il mio cammino
chiede al sole di asciugare la pioggia nel mio animo
e soprattutto chiedo a te uomo,
sensibile nota di simile ampiezza
di perdonare le vesti che ancora limitano la mi anima....
DEDICATA AD UNA PERSONA SENSIBILE E PER QUESTO SPECIALE FOGLIA
(dicembre 2001)
Foglia esile portata dal vento
Non tocca terra
Poi al suo placarsi
Finisce in un torrente freddo
E si lascia trasportare
Inesorabilmente
Lungo il suo percorso
Dove sta andando non sa
Non sa se ritroverà la forza di quell’albero cui apparteneva
Resta impigliata in una radice
Cerca di liberarsi, resta ferita e perde linfa
Ma non speranza RICORDI
(9 aprile 2009)
Ricordo,
voli nel buio e vento tra i capelli.
Ricordo,
il ruggito di Gaia e il suo abbraccio,
nell’armonia delle stelle.
Ricordo,
il tuo richiamo,
il tuo odore e le tue vibrazioni.
Ti cercavo negli spazi senza tempo,
avvertendo forte la tua Energia.
Ti cercavo tra le stelle,
anche quando le vedevo cadere…
Nell’attimo infinito dell’incontro
ho capito che tutto iniziava e
non sarebbe finito mai.
Tienimi con Te
nel palmo delle tue mani
finché il nuovo sole sorgerà,
poi lasciami scorrere via,
perché l’Alfa e l’Omega sono le cornici del mondo.
Ma se è scritto che un giorno l’Unità dovrà trovare l’equilibrio
Tu plana di nuovo in me…
DEDICATA AD UNA PERSONA SPECIALE CHE STA' SCIOGLIENDO LA MIA INQUIETUDINE, FACENDOMI VEDERE CHE CIò CHE SENTIVO ESISTE... MADRE SPIRITUALE
(agosto 2000)
Quante volte mi hai stretta
Tra le tue fragili braccia
Quante volte mi hai aspettata
Seduta sulla tua sedia, dietro quel vetro.
Quanti miei passi hai contato
E quante favole mi hai raccontato.
Mentre contavo, accanto al tuo letto
I secondi della tua vita terrena
Gli ultimi.
Nel tuo volto trasformato
E nel tuo corpo raffreddato
Sentivo allontanarti
Da questo mondo materiale.
Io ero lì stordita
Sperando in ciò
Cui la scienza non crede
Quando la tua anima libera è volata
In quel tuo ultimo respiro
Non so se ho pregato che rimanessi
O se avrei voluto seguirti
Tu, madre spirituale
Sii felice METAMORFOSI
(ottobre 2001)
Essere
Mentre incido parole che non capiresti
Su un arido foglio
Volere
Mentre ti guardo silenzioso
Fissare il tuo piatto
Ed alzare lo sguardo solo quando è ormai vuoto
Piangere
Lacrime che non vogliono più lavarmi il viso
Gridare
Voce che non sente nessuno
In un mondo che non più mi appartiene
La stessa appartenenza non è più cosa mia
Vagare nel buio
In cui ogni tanto intravedo qualche ombra DUALITA’
(febbraio 2001)
Tra terra e cielo
Tra lago e fiume
Nel limbo della vita
Ma l’acqua non diventa fuoco
E nel vuoto non c’è risposta
Tra falco e civetta
Tra realtà e sogno
Nel labirinto senza via d’uscita
Ma l’amore ha un solo colore
Rosso, caldo come il sangue
Rosso, intenso come il tramonto
C’è incomprensione
Nella diramazione dello stesso ramo
La linfa vi scorre
Con identica energia
In una naturale simbiosi
Ma nel cuore è la risposta
E SE
(20 dicembre 2004)
Se, tutto scorre
Sopra quel ciottolo che rotola da una collina d’autunno
Se, ogni volta che guardo indietro
Un’altra foglia cade
Ed un altro inverno il mio cuore avverte
Se, ogni volta che prendi la mia mano
Io la ritraggo
Se mi cerchi in ogni giorno
Mentre dietro le mie paure ti innalzo barriere
Se mi chiudo nella mia tana
Respiro vento
E grido alla luna
Se ti allontano
Tu guardami negli occhi e
Leggi ciò che le mie labbra non dicono
E se…
FORSE
(ottobre 2007)
Grigio ti diffondi all’orizzonte
Dove il confine tra cielo e mare più non vedo
Confini indefiniti
Di alberi e prati incolti
E vola oltre il mio pensiero
Oltre i limiti dello spazio
Per rinascere in te
Da dietro una nuvola
Il sole mi racconta di te
Mentre costeggi la mia anima
Da dietro un velo
Uno sguardo mi parla di te
Mentre il mio orizzonte diventa sempre più completo
Chi sei, Chi sono
Chi saremo
Echeggiano nell’aria
Ma nessuna risposta giunge come eco
Nessuna certezza, eppure tanta sicurezza
Tanta paura, eppure nessun ripensamento
Io, tu e forse noi
Ma per quel delicato e labile forse
Vale la pena andare oltre
E nell’oltre permettere alla materia di unire
Ciò che lo spirito ha già intuito FUOCO
(novembre 2003)
Sabbia che scorre come fiume
Tra le radici di un albero nudo
Vento che sfiora l’erba
Arsa dal gelo
Fuoco che sorgi da inspiegabili spazi
Ignoti, incomprensibili e inaspettati
Divori i resti
Per ricreare nuovi sentieri
Illumini il cammino
Di chi non vede più luce
Riscaldi il cuore di chi
Ancora crede PRIMAVERA
(maggio 2006)
Rugiada piega un tenero germoglio
Mentre una rondine vola su un ciliegio in fiore
E l’odore del gelso diffonde nell’aria
Si risveglia l’istinto
Di chi voleva lasciarsi sopire
Nel lungo inverno della vita
E’ gioco nelle parole
È attesa nel silenzio
È desiderio che rompe gli argini e inonda le radici
Risvegliando l’albero che
Di nuovo germoglia
Danza la luna nel cielo
Sorride il sole dietro una nuvola
Perché tu sei
La mia primavera
PRODIGO FRUTTO
(7 dicembre 2002)
Freddo fiocco
Cadendo copri di candido un prato
Gelido cristallo
In una notte imprigioni tra le tue molte facce
Un tenero bocciolo
Una radice può morire
Per troppa acqua o
Per le poche attenzioni
Una foglia può cadere
Per incuria o per stagione
Ma sacrilego è l’albero
Che rinnega il suo frutto
Sia pure imperfetto
O solo incompreso TERRA
(maggio 1994)
La mia casa
È il mare caldo in inverno
E la montagna imbiancata dalla prima neve in inverno
Sono figlia della terra
Madre di tutte le creature
Sono figlia del sole
Padre di vita
Sono uno spirito libero
Mi oriento col vento del mattino agli albori
E con il chiarore delle stelle nella notte
Voglio toccare la terra e non l’asfalto
E gridare al vento
Che tu natura sei me UNA STELLA
(29 ottobre 2008)
Con il tuo essere
Muschio a muro
E spora nel vento.
Sei inizio e fine
Acqua che nutre le radici
Fuoco che brucia i resti
Queste maree
Scorrono veloci con te
E nella sabbia lasciano il vissuto
Sei l’attimo che vorrei non finisse mai
Sei l’acqua che berrei ad ogni risveglio
Il rifugio di ogni mio tramonto
Sei germoglio nella quercia
Che rifiuta un nuovo vento
Ma
Avverto
Che volgi il tuo sguardo al cielo
E, ad ogni marea innalzi il tuo livello
Finché essa non turberà più il tuo essere
Ed una stella brillerà
Per sempre per te
UOMO
(27 febbraio 2008)
Tu Uomo,
essere sicuro come la montagna
che nasconde mobile magma all’interno.
Tu Uomo,
che aspetti che sia la stagione
a far cadere una foglia,
che sia il destino
di chi ha scelto per te
a governare la tua vita.
Uomo,
che guardi il bianco del tuo capo che avanza
e l’insenatura delicata sul tuo viso,
mentre vi cade la pioggia
calda e continua.
Senti la morsa di ciò che non hai
Sogni la vita che non vivrai.
Se guardo in Te,
un cristallo sarebbe roccia a confronto.
Ma, forse in quel candore,
in quello sguardo che avvolge di nuvola il mio corpo,
le tue mani cosi bene trovano la via della mia anima.
Nel tuo procedere
Lento e silenzioso
Hai saputo deviare campi minati e maree,
muraglie e idee.
Nel disarmo completo
Ho alzato al cielo la mia anima bianca,
ma anche nella resa sono rimasta nella mia inquieta solitudine,
a guardare dalla finestra le stelle lontane,
sognando ci sia una mano,
e non la tua,
che con ‘coraggio’ ne avvicini una a me…